IL LUDOSCOPIO

SCRITTI DI PAOLO SCIRPA

Paolo Scirpa, Ludoscopio n. 30. Omaggio a Kandinsky, 1978

Pensieri

Il futuro non è forse un’avventura soprattutto interiore? Mi pare importante continuare a scoprire la propria vocazione e la propria coerenza opponendosi al caso.

Occorre un nuovo slancio interiore che si adatti alle nostre dimensioni storiche, con i mezzi più consoni al nostro tempo, forse i più impensati.

E’ necessario osare, battersi nel testimoniare quanto matura in noi, l’idea che si rincorre, le piccolissime cose che ci sono concesse di scoprire.

Sono alcuni dei pensieri che ogni giorno raccolgo sulla carta, sono appunti che, nell’insieme, costituiscono tutto un programma fino alla conseguente ricerca espressiva.

(Siracusa, maggio 1967)

Una nuova coscienza dell’universo

[…] Mi sono rivolto a luci e specchi perché la luce si può moltiplicare sfondando le tre dimensioni tradizionali, creando un gioco della visione, appunto uno spazio-luce che tende all’assoluto, in un immaginario che va oltre i limiti umani.

Il senso della trascendenza è sotteso a queste strutture-percorsi prospettici a pozzo (o curvi che tendono a raccordarsi), da queste profondità luminose senza fine ci si sente attratti e meravigliati: mi hanno sempre colpito i bambini che con la loro spontaneità hanno delle reazioni gioiose, attratti ed affascinati da questi tunnel di cui non vedono la fine.

(Tecnologica. Materia madre,3, Mazzotta, Milano, dicembre 2001)

Ludoscopio

[…] I Ludoscopi sono percorsi ottici di spazi-luce divergenti e convergenti in un punto da individuare interagendo con l’immaginazione. Essi sono realizzati sulle tre forme basilari, applicando le due più semplici regole della geometria, l’espansione e la traslazione. Nei Ludoscopi l’illusione ottica , data dagli specchi coassiati sulle strutture semplici di segno-luce al neon, crea delle simulazioni prospettiche all’infinito. L’infinito nello spazio simulato è un’idea che ha nutrito a lungo i miei pensieri e la mia dimensione interiore.

(Politecnico di Milano-CNR, Simposio “Nuove tecnologie e arte”, Milano, maggio 1990)

La luce e lo spazio in ALMA.THI

Quando eravamo piccoli li chiamavamo “pozzi luminosi” e il camminarci sopra ci aiutava a percorrere quello stato di sospensione tra la luce e il profondo, a prender confidenza per un istante con l'indefinitezza della vita, che incuriosisce e intimorisce.

Specchiarsi e rivederti tu trasformato, vicino, lontano, colorato, buio, sorpreso, mai lo stesso: ALMA.THI è un germoglio della società odierna, un'opportunità per sondare l'infinito, per rivedersi e rendersi conto che tutto ciò che serve è racchiuso in quell'unico punto.

 

Con grande stima e riconoscenza, ringraziamo l’artista prof. Paolo Scirpa, fonte di ispirazione e sostegno al progetto ALMA.THI.

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