PREOCCUPAZIONI E LAVORO

I PROBLEMI LAVORATIVI

Quante volte abbiamo pensato o sentito dire che il lavoro è una parte fondamentale della nostra vita? Il ruolo del “lavoratore o della lavoratrice” è parte della nostra identità. Ma cosa accade se il lavoro diventa fonte di disagio e sofferenza? Come ci sentiamo se il lavoro assorbe anche altri ruoli della nostra vita (marito, moglie, padre, madre…)? O ancora, cosa accade se lo perdiamo e con esso rischiano di naufragare progetti di una vita e anche una parte di nostra identità?

Il precariato, la disoccupazione e l’instabilità lavorativa in genere comportano tutta una serie di conseguenze: rischiano infatti di mettere in discussione le proprie certezze, minano l’autostima e con essa il nostro equilibrio emotivo, ci ritroviamo stressati in quanto parte di una società in continuo cambiamento, nel mezzo di eventi sui quali la capacità di controllo è limitata se non del tutto assente.

Ecco quindi che la mancanza di prospettive economiche e occupazionali rischia di lasciare spazio a varie forme di disagio emotivo, oppure all’aggravamento di forme di sofferenza già in atto.

Il lavoro infatti non è solo una possibilità di sostentamento, ma significa soprattutto poter delimitare e determinare la nostra posizione nel mondo, costruire una nostra identità, e nel contempo contribuire al buon funzionamento della società in un’ottica di cooperazione.

Soprattutto in questa fase storica gravata dalla crisi economica globale, la professionalità e le competenze specifiche dello Psicologo possono e devono essere di aiuto ai lavoratori in difficoltà.

 La consulenza dello Psicologo può aiutare a risvegliare risorse personali sopite, ritrovare lucidità e serenità.

Lo psicologo si inserisce dunque in questo quadro come principale figura di riferimento per chi senta compromessa la propria salute psicologica o per chi viva un momento di difficoltà, che sente di non riuscire ad affrontare da solo.