COPPIA, FIGLI, SCUOLA

COPPIA, FAMIGLIA, FIGLI

Molte sono le fasi della vita che ci vedono più o meno consapevolmente attraversare grandi cambiamenti e appropriarci di diversi ruoli. Fin dalla sperimentazione adolescenziale iniziamo a costruire un’immagine di noi attraverso le scelte di vita che facciamo: rimaniamo single o stiamo bene nella coppia? Come la pensiamo sul diventare o meno genitori? E se diventiamo coppia e diventiamo genitori, come affrontiamo questo nuovo ruolo?

Ogni fase della vita porta con sé dubbi e difficoltà, oltre a gioie e soddisfazioni. Capita a volte però che la fatica, gli imprevisti o le aspettative disilluse condizionino il nostro modo di vivere, facendo spazio a dubbi, tristezza, senso d’impotenza e di fallimento… se si tratta di un momento passeggero potrebbe essere che la “crisi” della persona nasconda delle svolte, sia funzionale quindi ad ampliare le risorse e le possibilità di azione. Ma se questo non accade si rischia di rimanere intrappolati nel “proprio problema” o nella “propria crisi”: ad esempio, in un matrimonio che sembra non funzionare più, in una relazione con i figli che è più difficile del previsto, o viceversa nell’attesa di un figlio tanto desiderato ma che non arriva.

TEMI
  • La relazione di coppia
  • L’equilibrio tra i diversi “ruoli” acquisiti (moglie, madre, figlia, lavoratrice … padre, marito, figlio, lavoratore …)
  • La preparazione alla nascita e al parto
  • La relazione con i figli (piccoli, adolescenti o adulti)
  • Problematiche relative alla fertilità
  • Sostegno nei percorsi di procreazione medicalmente assistita
  • Il lutto perinatale, l’aborto spontaneo (VEDI SEZIONE “LUTTO E PERDITA”)
  • La scelta di interrompere o meno una gravidanza
  • Il ruolo genitoriale nella coppia separata
  • Problematiche relative alla sessualità (perdita del desiderio, disagio, disturbo dell’orgasmo maschile e femminile, scelte contraccettive, parafilie, la sessualità dopo il parto, l’intimità negli anziani, ecc ecc).
  • L’identità di genere (omosessualità, bisessualità, sessualità nella coppia omossessuale, ecc.)

Questi sono solo degli esempi, molti altri potrebbero essere gli argomenti di riflessione rispetto alle tematiche indicate.

IL PERCORSO

Come viene accolta la richiesta e cosa ci si può aspettare da un ipotetico percorso?

Dopo un momento iniziale in cui ci si prende il tempo con il professionista per approfondire la richiesta e raccogliere le difficoltà ma anche le aspettative della persona, viene strutturato un percorso che mira a ristabilire obiettivi di benessere e a far emergere le risorse della persona, della coppia o della famiglia. Ecco che il problema portato viene letto come insieme di significati che possono portare a profonde riflessioni, ad acquisire strategie e strumenti per affrontare le difficoltà e ad acquisire soprattutto maggior consapevolezza di sé, del proprio valore, delle proprie potenzialità, perseguendo obiettivi di salute anche nei momenti di crisi.

Il professionista potrà avvalersi di colleghi e collaboratori, o di risorse ed iniziative del territorio per offrire alla persona un percorso completo ed adeguato ai suoi bisogni.

ADOLESCENZA

 Per comprendere al meglio il periodo adolescenziale, serve prima di tutto liberare la mente da falsi miti e da credenze erronee: per quanto infatti sia rassicurante inquadrare le questioni all’interno di un qualcosa che crediamo di conoscere e di padroneggiare, a volte il ricondurre l’ “ignoto” (che fa parte della singolarità di ogni individuo e della sua esperienza) al “già noto” (quello appunto che pensiamo di sapere) rischia di proiettarci in una lettura della realtà parziale se non addirittura alterata.

Prima ancora, quindi, di entrare nel merito di come ci si confronta con un adolescente o di come si interviene in caso di aspetti problematici, serve mettere a fuoco alcuni aspetti di questo periodo: oltre ad essere comunemente definito come “complicato”, “burrascoso”, “delicato” … l’adolescenza può diventare occasione straordinaria, ricca di cambiamenti, pur se complessi e inizialmente disorientanti.

Ad esempio, secondo uno studioso di questi temi, lo psichiatra D. Siegel (nel libro “La mente adolescente”, 2013) nei primi anni dell'adolescenza si verificano non solo cambiamenti a livello ormonale che si riflettono a livello psico-fisico, ma anche cambiamenti a livello cerebrale che predispongono alla comparsa di quattro caratteristiche mentali: la ricerca di novità, il coinvolgimento sociale con i coetanei, una maggiore intensità emotiva e l'esplorazione creativa.

Tutto ciò fa parte della fisiologia dell’adolescenza e non è possibile bloccare o contrastare questi aspetti, né tantomeno vanno “sopportati” con pazienza nell’attesa che la fase passi da sé.

IL RUOLO DEI GENITORI

I genitori (ma anche le altre figure educative) si trovano di fronte ad un compito arduo e importante verso i figli: leggere il bisogno di autonomia, ma fornire una base sicura; accogliere lo slancio verso la vita adulta, ma anche non tagliare troppo velocemente i ponti con gli aspetti infantili; mantenere una comunicazione aperta ma senza per questo cadere nell’invadenza e nel controllo. Allo stesso modo gli adolescenti possono trovarsi in difficoltà: insieme ad un corpo che cambia e si modifica, ad un cervello che manda nuovi stimoli e cerca nuove esperienze, si trovano a cercare un ruolo per loro nella società, in famiglia e tra i coetanei, tra sperimentazione e paure, disagio e novità, infanzia ed età adulta, responsabilità e trasgressione.

Per i genitori diventa quindi molto importante e decisivo capire come relazionarsi con i figli tenendo conto degli aspetti evolutivi preziosi di questo periodo: riprendendo le parole dell’autore, “rispettare non significa non porre limiti ma riconoscere l'intenzione alla base dell'azione”.

UN NUOVO DIALOGO

Il dialogo e la collaborazione tra le generazioni è quindi indispensabile ma diventa difficile quando ad esempio i temi su cui ci si confronta in famiglia sono temi nuovi, non conosciuti, che si diffondono alla velocità dei nostri tempi: internet, social network, la cyber realtà … veicoli di innovazione ma anche nuovi modi di trasgredire, creare contatti, gestire i rapporti e le relazioni.

Questi e altri temi, inerenti ad esempio alla maturazione sessuale e affettiva, possono far si che il confronto con un esperto sia utile a promuovere conoscenza, informazione, cultura e a stimolare nuove modalità di relazione, ragionate e costruite caso per caso, tenendo conto della specificità della storia e dell’esperienza della famiglia.

Uno degli obiettivi che ALMA.THI si propone è proprio quello di essere un possibile riferimento per genitori, ragazzi, scuole e territorio, sia dal punto di vista di promozione della cultura che dal punto di vista di interventi, studiati in un’ottica di prevenzione e informazione oltre che in un’ottica di intervento in caso di eventi critici e situazioni problematiche.

LO PSICOLOGO A SCUOLA

PROGETTI E INTERVENTI DI PSICOLOGIA SCOLASTICA

Negli ultimi anni si è registrato un bisogno crescente da parte degli Istituti Scolastici di predisporre di interventi di Psicologia Scolastica.

Questi interventi sono rappresentati sia dall’offerta di consulenza psicologica individuale per tutte le figure che operano all’interno della scuola - insegnanti, alunni, genitori -  sia da attività pensate per il gruppo classe o per il corpo docenti.

Ma perché avere lo psicologo a scuola?

L’intervento psicologico è uno strumento di cui la scuola può avvalersi per sviluppare l’efficienza nel raggiungimento dei propri obiettivi formativi, favorendo la promozione del benessere nel contesto scolastico.

Sebbene la scuola non abbia compiti terapeutici, si prende carico quotidianamente, nel suo fare educativo, di situazioni di disagio o di problemi legati al normale percorso evolutivo che influiscono negativamente sull’apprendimento. La scuola deve quindi fornire agli studenti le condizioni ottimali per apprendere e puo’ farlo promuovendo un clima positivo e il benessere scolastico.

LO PSICOLOGO SCOLASTICO

Funzioni principali dello Psicologo Scolastico

  • Promuovere il benessere psico-fisico di studenti e insegnanti
  • Promuovere negli studenti la motivazione allo studio e la fiducia in se stessi
  • Costruire un momento qualificante per la prevenzione del disagio evolutivo e dell’abbandono scolastico
  • Favorire il processo di orientamento scolastico
  • Favorire la cooperazione e il dialogo scuola-famiglia e il lavoro di rete tra le parti

 

Utenza a cui si rivolge la Psicologia Scolastica:

  • Nidi d’infanzia
  • Scuole materne
  • Scuole primarie
  • Scuola secondarie di primo e secondo grado

 

Principali attività svolte dallo Psicologo Scolastico

 

  1. Consulenza individuale a insegnanti e genitori e formazione su tematiche specifiche, interventi sul gruppo classe.
  2. Interventi per la prevenzione delle devianze e comportamenti a rischio.
  3. Progetti rivolti ai genitori.
  4. Interventi relativi all’educazione socio-affettiva e sessuale.
  5. Interventi relativi all’orientamento scolastico.

 

SPORTELLO DI ASCOLTO

-Sportello di ascolto psicologico con colloqui individuali per ragazzi, insegnanti, e genitori. Incontri col gruppo classe.

Lo sportello di ascolto vuole essere uno spazio in cui i diversi utenti possano esprimere i loro vissuti in totale libertà. La definizione di “sportello di ascolto” rende necessaria la sua connotazione non specificamente terapeutica: è uno spazio nel quale si propone il colloquio di counselling, ovvero un tipo di intervento psicologico di breve durata rivolto a persone che non presentano gravi situazioni di psicopatologia. La necessità di garantire la presenza di un esperto in materia psicologica appare, inoltre, fondamentale per evitare la creazione di confusione nei ragazzi, nelle famiglie e negli insegnanti circa la possibilità di ottenere un supporto psicologico adeguato. I soggetti, infatti, devono essere il più possibile liberi di interagire con una figura esterna alla scuola, per poter creare un’alleanza necessaria alla relazione di aiuto.

E’ possibile coinvolgere gli studenti in incontri con lo psicologo a livello di gruppo classe a seconda dell’analisi della domanda/richiesta sollevata dagli stessi o da parte dei docenti referenti.

ORIENTAMENTO SCOLASTICO

 Il compito relativo alla scelta del percorso scolastico da intraprendere dopo la 3° media è spesso vissuto come un problema molto complesso. I ragazzi sono chiamati in questo periodo della loro vita a prendere una decisione importante circa il loro futuro scolastico/professionale. Da ciò, la necessità di offrire ai ragazzi, che si trovano ad affrontare il problema della scelta di un percorso scolastico/professionale, un supporto orientativo finalizzato a fornire loro quegli strumenti cognitivi, emotivi e relazionali che consentono loro di “auto-orientarsi” e quindi di decidere il percorso più adatto per raggiungere le mete scolastiche o professionali che si sono prefissati.

CORSI SU SESSUALITÀ E AFFETTIVITÀ

-Corsi di educazione alla sessualità-affettività rivolto alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il corso tratterà tematiche differenti in base all’età dei ragazzi cercando di affrontare, gradualmente, diversi aspetti relativi all’affettività e alla sessualità dell’individuo, e quindi alla capacità di relazionarsi con se stessi, con i coetanei e con gli adulti.

Si ritiene oggi giorno sempre più importante educare i ragazzi ad una adeguata affettività/sessualità per fornire loro gli strumenti necessari per evitare di “cadere” nel rischio del disagio personale e sociale.

CORSI PER GENITORI E INSEGNANTI

-Corsi formativi per genitori ed insegnanti.

Si propongono corsi relativi a diverse tematiche di natura psicologica, come ad esempio approfondimenti rispetto alle dinamiche psicologiche del preadolescente e dell’adolescente, al bullismo, agli aspetti comunicativi (internet, social, cyberbullismo...).